SCOUT 101 1928

                                          (english version on bottom)

 
 

Questa Indian Scaut è l’ultima arrivata nel mio club immaginario di moto con anima. Le motivazioni deIl’acquisto sono essenzialmente tre: la sede del Registro Storico Italiano Indian è vicino a casa mia; sono affettivamente legato agli Stati Uniti e non avevo una moto americana; la Scout 101 è rinomata essere il miglior modello mai realizzato dalla Indian. Ecco come definì la sua Scout del 1920 Burt Munro, tuttora detentore del record del mondo di velocità per moto di cilindrata inferiore ai 1.000 cc: “ vivi di più in cinque minuti su una moto come questa steso a massima velocità sul serbatoio, che qualcun altro fa per un’intera vita”.

Cercavo da tempo questa moto, ma per l’irreperibilità e per il costo,  le mie ricerche erano sempre risultate vane. Finalmente, scopro la moto in Spagna, dove era  in esposizione al Museu de la moto de Bassella da anni. Per regioni di famiglia il proprietario decide di cederla ed io mi precipito a recuperarla.

Attualmente la moto, che era già in buono stato di originalità e di conservazione, è stata omologata ASI ed è dotata di tutta la documentazione necessaria per la circolazione.

Il progetto per questa moto è di circolare liberamente per strada e di partecipare ad  attività del motociclismo d’epoca in Italia.

This Indian Scout is the last newcomer to my imaginary club of soul fitted bikes. Three are the reasons for this new entry: the location of the Italian Indian Register is close to my town; I am really attached to US and I did not own any american bike; Scout 101 is the best model Indian ever made. Here how the famous racer Burt Monro defined his Scout “You live more in five minutes on a bike like this going flat out than some people live in a lifetime.

I was looking for  this bike for a long time. Eventually, I found this bike in Spain, where it was kept on display at the the Museu de la moto de Bassella  for many years.  Its owner decides to sell it and I run to Spain to get it.

Presently the bike, that was already in good looking shape, is under maintenance works and I hope it will be fully efficient in 2016.  Project for this bike is to participate at the Italian Indian Register activities.

MY SCOUT 101

I get out from the Springfield Massachusetts factory, in the second half of year 28 and I am proud, to day, to be still considered the best bike Indian ever made. Most probably, initially I found my home in Europe; it can be proved by the fact that my speedometer is in kilometers and my front wheel stand and my rear luggage carrier where regularly installed only into the colonial bikes.

I do not keep a good knowledge of my youth, but, at at certain point of my life, I lived in Portugal, with a new 1931 engine and my front light and my horn of the same model of my 1927 elder daughters. My Lusitanian Lord rode me very frequently and, in the occasion of a race, at he beginning of this new century, he sold me to the famous Spanish racer Enrique Gonzales.

Enrique, while waiting for his retirement to enjoy with me his free time, make me an esthetic restoration, carried out by  his famous mechanic. In the mean time, well kept and in with a charming looking, I lived, in company with many noble friends, in the “Museu de la moto de Bassella”, where I was pleased to be admired by many visitors, but I was sad because I cannot run free in the streets.

In 2008, I am sad because Enrique passed on and his son Tomaso does not like vintage bikes. Happily, during the Christmas period of year 2013,  I found a new Lord, who brought me to Italy and looks after to me very careful in order to bring me back to my old shining looking and to be fully efficient to ride back in the streets.

CONFESSIONE  DI UNA MOTO CON ANIMA


Esco dallo stabilimento di Springfield Massachusetts nel 1928 inoltrato e sono fiera di essere, oggi, considerata la miglior moto che la Indian abbia mai realizzato. Non ho piena memoria della mia gioventù, ma, molto probabilmente, fui subito esportata in Portogallo. Ne potrebbero essere conferma il cavalletto della ruota anteriore e il portapacchi, che venivano montati di serie solo per i modelli destinati all’esportazione e il tachimetro in chilometri. Il mio padrone lusitano di fine millennio mi usa intensamente e, non mi ricordo quando, mi sostituisce il motore con quello attuale del 1931.

In occasione di un evento sportivo nella penisola Iberica, all’inizio di questo secolo, mi cede al centauro spagnolo Enrique Gonzales, il quale mi sottopone a estemporanei interventi di chirurgia plastica e mi affida, in esposizione con tante altre datate nobili amiche, al blasonato “Museu de la moto de Bassella”. Subito dopo il suo improvviso decesso, suo figlio, non appassionato di noi moto d’epoca, nel Natale del 2013, mi consegna in affido all’etrusco Sirio, che mi trasferisce nel Bel Paese, promettendomi una nuova e più attiva vita.

Il mio nuovo padrone, molto generosamente, mi sottopone a tutti quegli interventi estetici e strutturali, che la mia avanzata età richiedeva. Ritornata di bella e appropriata presenza, fiera della mia nuova polena costituita da un indianino navajo magistralmente dipinto, vengo iscritta nel libro d’oro dell’ASI e, con non poca fatica, ottengo successivamente tutti i documenti per circolare liberamente in strada. Sirio mi ha, ora, rimontato i miei vecchi faro e clacson, in quanto non mi sentivo a mio agio con le nuove ortodosse repliche; inoltre mi ha costruito, a copia degli originali, il paramotore, i paragambe posteriori e due civettuole borse, elaborate con fantasia di nautica ispirazione.

In occasione di una recente Mostra scambio di Imola, mi sono esibita nel “tepee” degli indiani lucchesi, riscuotendo successi e facendo la conoscenza di molti amici di altre tribù. Alla fine della manifestazione, consumata dalle tante fotografie dedicatemi, lo “specchio specchio delle mie brame” mi ha confermato che sia stata io “la più bella del reame”.

Oltre a Sirio, al quale sono riconoscente per l’affetto dedicatomi, ringrazio, per l’aiuto al mio “make up”, Claudio, Graziano, Moreno e Sandro.